A scuola con Leopardi

Nuovi mondi , 6, Foto di elio Scarciglia

A scuola con Leopardi


diMariano Ciarletta

Un laboratorio sulle lettere a Adelaide Antici e Carlo Leopardi

Nelle nuove Indicazioni nazionali (2025-2026) per la scuola secondaria di primo grado vengono delineate le modalità relative all’insegnamento della letteratura italiana. Si tratta di un nodo cruciale, soprattutto se si considera l’arbitrarietà che, in non pochi casi, caratterizza la trasmissione di questa branca del sapere umanistico. In un’epoca in cui il digitale tende spesso a configurarsi come un sostituto, più che come un reale supporto all’educazione letteraria – con effetti non sempre positivi sulle nuove generazioni –, l’incentivo a uno studio consapevole e critico della letteratura può rafforzare il processo di educazione all’affettività (Maharsi, 2012; MIM, 2025).


Studiare gli autori del passato, senza limitare l’insegnamento alla mera conoscenza biografica, significa infatti veicolare il patrimonio letterario all’interno di pratiche educative capaci di accompagnare emotivamente il percorso di crescita dei discenti. Come emerge chiaramente dalle nuove indicazioni, si tratta di rendere lo studio del patrimonio culturale letterario, riferibile a una determinata epoca storica, il più possibile fruibile e funzionale alla realtà contemporanea. Inoltre, al fine di promuovere la centralità dello studente, può rivelarsi particolarmente efficace l’integrazione delle fonti materiali prodotte da un autore – lettere, diari, carteggi. Tra le competenze attese al termine del primo ciclo di istruzione viene sottolineata la capacità del discente di distinguere le diverse tipologie di fonti letterarie, riconoscere i generi testuali e riformularne i contenuti. Risulta dunque fondamentale saper leggere, interpretare, riassumere e organizzare le informazioni, ma anche saper mettere in relazione un testo letterario con la propria esperienza di vita (MIM, 2025).


Numerose sono le strategie didattiche a cui l’insegnante può ricorrere per rendere più coinvolgente lo studio della letteratura italiana nella scuola secondaria di primo grado: video, teatro, podcast, fumetti. Permane, tuttavia, il valore imprescindibile dello studio rigoroso del testo letterario, che guida i discenti all’analisi del linguaggio, elemento distintivo e riconoscibile di un autore. L’innesto delle fonti documentarie, unito alla conoscenza dei luoghi deputati alla loro conservazione, come archivi e biblioteche, può inoltre rafforzare in modo significativo la familiarità degli studenti con i servizi culturali presenti sul territorio.

Sotto la selezione e la supervisione del docente, ogni discente può avviarsi a un primo esercizio di discernimento critico delle fonti proposte: quali scegliere, quali escludere e per quali ragioni. In questo quadro si colloca la breve esperienza laboratoriale dedicata all’analisi di alcune lettere di Giacomo Leopardi, che ha coinvolto gli studenti della classe III A dell’Istituto Giovanni XXIII di Marchirolo (Varese). Il territorio, caratterizzato da un intenso fenomeno di frontalierato verso la Svizzera, rappresenta una realtà complessa per l’insegnamento tradizionale delle discipline umanistiche.


L’idea di sottoporre agli studenti della scuola secondaria di primo grado alcuni campioni documentari redatti dal poeta di Recanati – una lettera indirizzata alla madre Adelaide Antici e una al fratello Carlo – non nasceva dalla pretesa di procedere a un’esegesi archivistica delle fonti. Tuttavia, gli esiti di questa operazione si sono rivelati particolarmente significativi e degni di interesse.


La classe, composta da diciassette alunni, è stata suddivisa in quattro gruppi di lavoro: due gruppi da cinque studenti, uno da quattro e uno da tre. All’unanimità si è deciso di procedere lungo due direttrici distinte ma strettamente interconnesse: da un lato, l’analisi del registro linguistico impiegato da Giacomo Leopardi nelle due lettere, la cui variabilità risulta fortemente correlata al destinatario; dall’altro, l’indagine sugli esiti affettivi emergenti dai due campioni documentari.


Con il supporto del docente, e superata un’iniziale incertezza dovuta alla novità dell’attività proposta, gli studenti hanno proceduto alla trascrizione letterale dei testi – selezionati per la chiarezza del tratto grafico – e alla successiva fase interpretativa. Ogni gruppo ha operato in autonomia, nel rispetto della metodologia del cooperative learning, riportando in apposite tabelle gli allocutivi e il frasario utilizzati da Leopardi nelle lettere indirizzate alla madre e in quelle destinate al fratello Carlo.


Le differenze stilistiche e contenutistiche sono emerse con immediatezza. Gli studenti hanno rilevato il tono formale, improntato a una distanza rispettosa ma nostalgica, che Leopardi riservava alla madre Adelaide Antici, rievocando i caratteri della severa educazione impartitagli in ambito familiare (Barbargli, 2000; De Sanctis, 1885; Antona-Traversi, 1887). Infatti, nell’incipit dell’epistola l’autore de L’Infinito si giustificava scrivendo alla madre: «Io mi ricordo ch’Ella mi proibì quasi di scriverle, ma intanto non vorrei che pian piano, Ella si scordasse di me. Per questo timore rompo la sua proibizione e le scrivo, ma brevemente (…)». Di contro, ai discenti è apparso evidente il registro confidenziale impiegato nei confronti del fratello Carlo. A quest’ultimo Leopardi forniva notizie sulla propria attività letteraria, confidava pensieri personali con maggiore libertà espressiva e lo congedava con un accorato «Ti bacio. Carluccio mio. Parlami lungamente di te ogni volta che mi scrivi» (Storchi, 2021)


Al termine delle sei ore laboratoriali, ai discenti è stato chiesto di avviare un dibattito collettivo sui lavori svolti. Gli interventi hanno restituito riflessioni mature e consapevoli sugli allocutivi impiegati da Leopardi e sulla complessità dei rapporti affettivi e familiari vissuti dal poeta. Tale confronto ha consentito al docente di ritornare, con un coinvolgimento più attivo dell’intero gruppo classe, sugli aspetti centrali della biografia leopardiana, facilmente rintracciabili anche nella sua produzione poetica e teorica.


Contestualmente, senza rinunciare alla didattica frontale, la breve esperienza laboratoriale ha permesso di catalizzare l’attenzione del gruppo classe su testi letterari non canonici – lettera, epistolario, diario, scritture private – favorendo una lettura più umana e relazionale dell’autore. L’incontro diretto con le fonti ha reso Leopardi una figura meno distante e più accessibile, dimostrando come la letteratura possa ancora oggi rappresentare uno strumento privilegiato di conoscenza di sé e dell’altro, nonché un valido alleato nei percorsi di educazione emotiva e culturale.



Bibliografia

Antona-Traversi, Camillo. Studj su Giacomo Leopardi: con notizie e documenti sconosciuti e inediti. Napoli, Enrico Detken, 1887.

Barbagli, Marzio. Sotto lo stesso tetto: Mutamenti della famiglia in Italia dal XV al XX secolo. Il Mulino, 2000.

De Sanctis, Francesco. Studio su Giacomo Leopardi. Edited by Raffaele Bonari, Cav. A. Morano, editore, 1885.

Giacomo Leopardi. Lettera al fratello Carlo e alla sorella Paolina su Francesco Puccinotti. Cultura Barocca, www.cultura-barocca.com/puccicarlo3.htm.

Giacomo Leopardi. Lettera alla madre Adelaide Antici. 1823. Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”, Fondo Carte Leopardi, serie Epistolario, C.L. XXIII.2. BNN Online, dl.bnnonline.it/handle/20.500.12113/30096.

Maharsi, Ista. “The Importance of Teaching Literature to Students.” Journal of English and Education, vol. 6, no. 2, Dec. 2012, pp. 74–83.

Ministero dell’Istruzione e del Merito. Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Ministero dell’Istruzione e del Merito, 2025.

Storchi, Mario R. La vita di Giacomo Leopardi attraverso il suo epistolario integrale e ragionato. Vol. I, 1798–1819. Con Tutte le Lettere Inviate e Ricevute; Note Esplicative; Illustrazioni; Cronologia Ragionata. Independently Published, 2021.

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